sabato 27 novembre 2010

Storia, letteratura e psicologia

Pubblicato su Strill in data 13-02-2009


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Storia, letteratura e psicologia
di Claudia Morabito

Sta riscuotendo un vivo interesse e una partecipazione sempre crescente il ciclo di seminari di Storia, letteratura e psicologia. Organizzata dall’I.Me.P., in collaborazione con il Circolo Calarco e l’Associazione Nuovo Umanesimo, questa serie di incontri è giunta a un nuovo appuntamento. La figura letteraria del prossimo seminario, atteso per mercoledì 18 febbraio h. 17 presso l’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria, sarà quella di Gabriele D’Annunzio. Presenzieranno la Prof.ssa C. Sicari per esplicarne la parte letteraria e le Dott.sse D. Belmondo e R. Nucera per tracciarne il profilo psicologico. Il precedente seminario, invece, tenutosi lo scorso 21 gennaio, aveva avuto come tema centrale il grande autore della scena mondiale Franz Kafka. La discussione del relatore Prof. Stefano Mangione si era concentrata particolarmente sull’opera fondamentale della produzione letteraria dello scrittore ceco, “Lettera al padre”. La lettura di alcune parti di questo documento ha mostrato il tormentato rapporto che Kafka aveva con il padre, i conflitti interiori, il senso di inadeguatezza e di insicurezza che provava l’autore dinanzi alla figura schiacciante dell’autoritario genitore. Come ha spiegato il Prof. Mangione “l’unico rifugio, l’unica ragione di vita per Kafka era la scrittura. La lettera è un documento autobiografico ma ritengo ci sia anche tanta fantasia, tanta creazione. Diversi aspetti in essa sono accentuati. Kafka era ammalato di tubercolosi e la sua malattia ha influito sulla sua personalità, gli ha portato angoscia… A Kafka è mancato l’amore”. L’analisi è stata poi completata dall’intervento della psicologa dell’I.Me.P. Dott.ssa Simona Cordiani: “Come emerge da alcune sue lettere, Kafka pensava di aver spostato il suo disagio psichico sul corpo, come avviene nell’isteria da conversione. In tal senso egli attribuiva l’esordio dei sintomi della tubercolosi a fattori psicologici”. E a questo si collega anche lo stato di debolezza e lo stato di rifiuto che lo scrittore lasciava trasparire in “Lettera al padre”. Questa lettera, sosteneva ancora la Cordiani, “non era sicuramente un modo di comunicare col padre. Non è stata scritta affinché lui la leggesse”. Kafka non era, quindi, predisposto a un confronto. “Ed è sempre stato vittima del senso di colpa, percepiva di non essere quello che il padre voleva che fosse, se ne rendeva conto e di conseguenza non è mai riuscito a piacersi. In parole semplici Io mi rendo conto che non sono come mi vuoi e non mi piaccio, ma se invece accettassi me stesso per come sono, vivrei meglio: Kafka non è mai riuscito ad attuare questo principio, non è mai riuscito ad amarsi”. E adesso, concluso anche questo dibattito, aspettiamo mercoledì prossimo per conoscere nuovi aspetti, analisi e curiosità intorno a un’altra notevole figura, G. D’Annunzio. Questo è il link da cui scaricare il programma completo del ciclo di seminari di “Storia, letteratura e psicologia”: http://www.cooperativaimep.it/?page_id=6

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